Il decadentismo europeo

14 Febbraio 2020 | Ore 11:00

Sala Madrid

Via Nizza 280, Torino

Il decadentismo europeo: la voce russa di Čajkovskij fra intenzioni compositive e tracce psicanalitiche

A cura di Antonio Rostagno,
docente alla Sapienza Università di Roma.
Destinato agli studenti ma aperto a tutti gli appassionati.
Ingresso libero.


Questo secondo incontro del ciclo prende in considerazione uno dei massimi esponenti della cultura del decadentismo europeo sovranazionale, sia pur con una voce inequivocabilmente segnata dalla sua origine russa: Piotr Ilijc Čajkovskij. Tanto il sinfonismo quanto la produzione teatrale di Čajkovskij è impostata su alcuni principi di tecnica compositiva, che manifestano chiaramente la mentalità decadente. Primo fra tutti la impostazione del tempo ciclico, della impossibilità di sviluppo nel discorso musicale, sostituito dalla ripresa ciclica di temi, tecnica frequente in Čajkovskij mediante la quale l’organismo narrativo della sinfonia esprime l’idea del “rifugio nel passato”. Il continuo ripetere temi precedenti, simboli del ricordo-rifugio nel passato, simboleggiano una forma di paura o sfiducia del progresso, sostituita da un’attitudine psicologica al rifugio nelle memorie da una parte e il rifiuto di procedere dall’altra. In questo modo le due ultime sinfonie di Čajkovskij, la Quinta e la Sesta, così come il suo capolavoro teatrale Eugenio Oneghin, sono fra le massime testimonianze del decadentismo europeo, mentalità che trova manifestazioni parallele anche nella cultura francese e italiana, per esempio certi aspetti dell’Impressionismo e il d’Annunzio più intimo e melanconico.
(ascolti: estratti dalla Quinta Sinfonia e dall’opera Eugenio Oneghin)

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