«Mi sono sentito veramente vivo e libero solo quando sono passato dall’oscurità alla luce o quando come un uccello di fuoco ho spiccato il volo da una squallida cella». Con queste parole, nell’autobiografia Cannoni e fiori (1977), il celebre pianista ungherese György Cziffra descrive la sua affascinante parabola d’artista entrato nel mito quale superbo esecutore di Liszt. A rendergli omaggio nel centenario della nascita (2021), le cui celebrazioni rimandate causa Covid proseguono nell’ambito del György Cziffra Memorial Year anche nel 2022, è János Balázs, star ungherese della tastiera e direttore artistico del Festival Cziffra di Budapest, che dal 2016 dedica alla diffusione dell’eredità intellettuale e musicale del suo maestro ispiratore. Il concerto, in programma martedì 22 novembre, alle 20.30, all’Auditorium “Giovanni Agnelli”, vede Balázs protagonista accanto alla Cziffra Festival Chamber Orchestra diretta dal connazionale Gábor Takács-Nagy con un impaginato tutto ungherese che abbina il virtuosismo pirotecnico del Primo Concerto in mi bemolle e della Fantasia su temi popolari ungheresi di Liszt e la fresca vitalità della Danze popolari rumene e del Divertimento per archi di Bartók.

Precede il concerto, alle 18.30 in Sala Madrid, la proiezione del documentario Il virtuoso (2016) di Attila Kékesi, che ripercorre la biografia tragica e rocambolesca di György Cziffra: dall’esordio, avvenuto a cinque anni come enfant prodige sulla pista di un circo, sino alla prigionia in campo di concentramento e ai successivi trionfi sui palcoscenici di tutto il mondo. Visitabile negli spazi del foyer dell’Auditorium del Lingotto sarà inoltre la mostra fotografica Dall’oscurità alla luce, realizzata nell’ambito della serie di eventi “Cziffra 100” in collaborazione con MÜPA e György Cziffra Memorial Year.